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Fotografia Europea

🕘 Sabato 2 maggio 2026 10.30 – 13.00 / 15.00 – 17.00 Domenica 3 maggio 2026 10.00 – 12.00

📍 Biblioteca Panizzi, Sala Sol Lewitt (1° piano) via Farini 3 – Reggio Emilia

💶 Costo per ogni lettura: €39,00 (IVA inclusa) Durata: 20 minuti


PREMI

La giuria, composta da tutti i lettori presenti, selezionerà il miglior portfolio, che verrà pubblicato sul sito di Il Fotografo e su quello di Fotografia Europea. Chi desidera partecipare alla selezione dovrà consegnare alla segreteria, al termine della propria sessione, il progetto in formato digitale su chiavetta USB o hard disk.

ritratto di Rica Cerbarano scattato da
ph. © Vanessa Vettorello

RICA CERBARANO

Curatrice, autrice e coordinatrice di progetti dedicati alla fotografia, concentra la sua ricerca sul rapporto tra immagine, spazio pubblico e pratiche collaborative. Ha recentemente pubblicato The Billboard Image – In, Around, and About (Revue Faire, 2026). È co-fondatrice del collettivo Kublaiklan, impegnato nella creazione di percorsi espositivi ed educativi legati alla fotografia. Dal 2022 collabora con Il Giornale dell’Arte, dove oggi è Guest Curator dei Rapporti Annuali di Fotografia.

INFO UTILI

→ È preferibile presentare progetti stampati, ma è possibile mostrarli anche in formato digitale (presa elettrica disponibile solo alla Biblioteca Panizzi). → Ogni partecipante può prenotare una o più letture, fino a esaurimento posti. Non è possibile acquistare più di una lettura con lo stesso lettore. → In caso di impossibilità a partecipare, la quota non è rimborsabile, ma è consentita la sostituzione del partecipante. → Le iscrizioni online restano aperte fino a martedì 28 aprile. Gli eventuali slot rimasti liberi potranno essere acquistati nei giorni delle letture, alla Biblioteca Panizzi o ai Chiostri di San Pietro.


I “cassettisti” di tutta Italia per 4 giorni hanno scattato in piazza Martiri del 7 Luglio 1960

ritratto di Giuseppe Ponticelli realizzato da ©2026 ph. Minutera Giannis Lutsetis

camera Minutera di Giannis Lutsetis

cena dei “cassettisti” al ristorante pizzeria “Sotto Broletto” – vicolo Broletto 1/N – Reggio Emilia

ravioli emiliani: interno di ricotta in salsa chiara e briciole di salsiccia con una spolverata di parmigiano reggiano

18 commenti su “Fotografia Europea”

  1. Giulia Ponticelli

    Complimenti cassettisti!
    Avete soppiantato per un momento i facili cellulari per un tuffo in un glorioso e antico passato.
    Un miracolo della tecnica queste foto che spuntano dalla scatolina.
    Belle le foto che vi ritraggono: uniti, appassionati e allegri.

    1. Giuseppe Ponticelli

      Grazie Giulia, ti ho anche ritratto con la mia Minutera a Siena in galleria nel 2024 durante la mia personale “Con gli occhi del passato“.
      Ormai sai tutto di questa disciplina per me geniale.
      In effetti le “scatoline” che ho fotografato a Reggio Emilia sono quasi tutte più piccole di quelle del 2024.
      Un caro saluto da tuo cugino.

    1. Giuseppe Ponticelli

      Grazie Francesco,
      sono stato proprio bene a Reggio Emilia, sono state due giornate intense, divertenti e molto interessanti.
      Belle donne, una buona cucina, giornate di sole ed ho rivisto con piacere amiche ed amici che come me scattano foto con le loro macchine Minutera.
      La mia macchina, la “cassetta” bordeaux, non l’ho portata, ma con la mia digitale mi sono sbizzarrito con le riprese fotografiche.
      A presto.

    1. Giuseppe Ponticelli

      Grazie Laura,
      la lettura del mio portfolio con Rica Cerbarano, curatrice indipendente, è stata interessante.
      Spero che questa nuova conoscenza possa creare per me nuove opportunità.
      Le ho proposto di organizzare delle mie mostre in città diverse da quelle nelle quali ho già esposto le mie opere artistiche.

  2. La Fotografia Minutera è veramente Bellissima e Affascinante.
    Si respira l’Arte Storica e Artigianale dei Fotografi Ambulanti che a volte si vedono nei Film.
    Emozioni dei Vecchi Tempi che ancora regala Meraviglia.

    1. Giuseppe Ponticelli

      Hai ragione Filippo, la foto Minutera ha un fascino ottocentesco, è una camera oscura ambulante.
      È la fotografia di strada nata perché nell’ottocento in Argentina le persone avevano bisogno di foto per i documenti.
      È morta con l’avvento della Polaroid, ma è stata riscoperta in questo secolo anche da noi italiani.
      In Italia ci chiamiamo “cassettisti”, perché la macchina ha una cassetta di legno che davanti monta una macchina fotografica.
      La mia è una Balgenkamera folding a soffietto per lastre cm. 9 x 12 ed è stata prodotta proprio nell’800.
      L’ottica originale è una Brebico Anastigmat 135 (6,8), tempi 1/25 – 1/50 – 1/100 sec. più posa B e T.
      Ho anche altre due ottiche per questa macchina.
      Buona luce.

    1. Giuseppe Ponticelli

      Grazie Sabina,
      mi hai detto di essere un’allieva di Antonio, un bravissimo professionista di questa disciplina eterna, la foto Minutera.
      Mi sono divertito a Reggio Emilia.
      Spero di rivederti presto a Firenze.

  3. Che bella testimonianza.
    Affascinante il fatto che, in un’epoca dominata dall’immediatezza digitale, si torni a una fotografia fatta di manualità, chimica, luce e tempo.
    Qualcosa che racconta di esperienza, attesa e relazione umana.
    Molto bello.

    1. Giuseppe Ponticelli

      Hai perfettamente ragione Emiliano.
      La foto Minutera permette di sviluppare per strada – nella “cassetta” di legno – una stampa a sali d’argento ottocentesca.
      In lingua argentina questo termine significa “minuti”, perché per arrivare a stampare il positivo si impiegano un po’ di minuti.
      Prima bisogna realizzare il negativo, anch’esso su carta fotografica e non su pellicola.
      Alcuni come me lo fotografano per ottenere il positivo, montando davanti un’asta con il porta stampa.
      Altri usano una luce LED bianca nella “cassetta” ed ottengono il positivo a contatto.
      È una disciplina affascinante di altri tempi, ma sempre attuale.

  4. Non conoscevo queste macchine fotografiche antiche; sono affascinanti, soprattutto per chi come me ama gli oggetti del passato; attraverso di essi si può immaginare le persone che le usavano e vivevano del lavoro di fotografo, molto diverso penso da quello di oggi.
    La mostra ci fa ricordare quelli che hanno vissuto e lavorato prima di noi, è un omaggio al loro lavoro e alla eredità di competenze e sapienza artigianale che ci hanno lasciato; giusto conservare la loro memoria anche per le future generazioni.
    Complimenti.

    1. Giuseppe Ponticelli

      In effetti Federica è proprio importante conservare la memoria dei Minuteros argentini anche per le future generazioni.
      Sono macchine fotografiche che ognuno di noi “cassettisti” – questo è il termine italiano – si costruisce da solo usando soluzioni tecniche diverse.
      La costruzione della mia camera fotografica Minutera ha richiesto quasi un anno e quattro mesi, come si può leggere nel testo e vedere nel video a questo link: foto Minutera
      Personalmente mi sono occupato delle scelte tecniche ed ho documentato il lavoro fatto insieme ad un amico, che ha le macchine e gli utensili necessari per lavorare il legno.

    1. Giuseppe Ponticelli

      Ti ringrazio Benedetta,
      mi sono divertito a scattare queste foto ed ho passato due giornate impegnative, che mi hanno dato molta soddisfazione.

    1. Giuseppe Ponticelli

      Grazie Turkaj, come sai il nome “Turaj” ha antiche origini persiane e può essere suddiviso in due parti: “tur” che significa “turco” e “raj” che significa “re”.
      Pertanto il significato letterale di “Turaj” è “re turco” o “sovrano turco”.
      Recentemente il nome “Turaj” ha guadagnato una certa popolarità anche al di fuori delle regioni del Medio Oriente e dell’Asia centrale, grazie alla globalizzazione e all’interesse per le culture ed i nomi non occidentali.
      Ti domando, c’è differenza tra Turkaj e Turaj?
      È proprio bello conoscere persone di nazioni e culture diverse.
      La fotografia ha una grammatica visiva che parla tutte le lingue e non ha bisogno di vocabolari per comunicare, per essere capita ed interpretata soggettivamente.

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