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mostra personale artistica “Principeschi contatti

da martedì 15 a lunedì 21 settembre 2026


14 OPERE ESPOSTE:



INFO:





In questa mia mostra personale artistica “Principeschi contatti” presento delle stampe impressionate alla luce del sole sfruttando i raggi UV.

Nata nel 1842 dal matematico ed astronomo inglese John Herschel, questa tecnica fotografica utilizza due sali di ferro per generare il blu di Prussia.

Il concept recita “Contatti” perché si tratta di stampe a contatto e “Principeschi” perché le opere le ho realizzate e vengono esposte a Principina a mare.

Strumento fotografico esposto in mostra:
bromografo Kindermann Photo Gmbh Berlin Tempelhof del 1930 fino ad un formato cm. 6 x 9

Tecnica:
stampa a contatto di cianotipia classica e sviluppo in acqua corrente nel pilozzo del giardino di più cartoncini resi foto sensibili in camera oscura

Il bromografo è costruito da una cassetta chiusa, nella quale sono alloggiate una o più lampade; il mio è realizzato in legno con l’interno argentato ed ospita tre portalampade in ceramica, separate dal negativo tramite un vetro sabbiato per diffondere la luce.

È utilizzato per la stampa a contatto, vale a dire riprodurre un positivo su carta fotografica di un negativo nello stesso identico formato.

È l’antesignano dell’ingranditore fotografico, che al contrario – come dice il termine – ingrandisce l’immagine del negativo.

La riproduzione avviene ponendo – sul piano di vetro del bromografo – il dorso del negativo, cioè la parte del film dove non è impressa l’immagine e sopra di essa il cartoncino fotografico con l’emulsione – il lato fotosensibile – a contatto con la gelatina del negativo dove si è formata l’immagine.

Chiudendo la pressa del bromografo, la pressione su un secondo vetro fa aderire perfettamente cartoncino e negativo in modo da evitare sfocature.

Quindi procedo ad impressionare il cartoncino foto sensibilizzato, accendendo le luci interne dell’apparecchio, 2 lampade a fluorescenza a luce nera UV, per un tempo che deve essere calcolato in base alla densità del fotogramma, posizionato a registro grazie ad una lampada ad incandescenza rossa che non espone il cartoncino.

I formati delle pellicole o dei vetrini impressionabili nel mio bromografo sono al massimo per un fotogramma cm. 6×9 o due fotogrammi cm. 4,5×6 affiancati.

Questo esemplare, marchiato con il numero 103, è stato prodotto in Germania nel 1930.

Inizialmente si stampava su una lastra di vetro illuminata al sole per ottenere l’immagine e successivamente su carta resa fotosensibile.

Il processo di stampa a contatto avviene in due fasi, prima si impressiona la carta, che poi si sviluppa, tutto sempre in camera oscura solo per praticità, ma non in luce di sicurezza, bensì con una luce alogena.

Altra tecnica di stampa a contatto è quella dei così detti “provini in bianco & nero”, che ugualmente riproducevano i negativi nella dimensione naturale.

Questa tecnica è stata utilizzata principalmente alla fine del XX secolo per poter selezionare i migliori fotogrammi della pellicola 35 millimetri in striscia tagliata in spezzoni per poi essere archiviata.

È stata una tecnica molto popolare per la sua semplicità e rapidità, ma è caduta in disuso con l’avvento della fotografia digitale, che ha messo da parte quella analogica, cioè scattata utilizzando la pellicola.

foto del bromografo Kindermann Photo Gmbh Berlin Tempelhof del 1930

©2026 fotografo artistico Giuseppe Ponticelli


Le stampe con la tecnica della cianotipia classica utilizzano la luce nera della lampade a fluorescenza o la luce solare, sfruttando sempre i raggi UV.

Come carta da foto sensibilizzare ho usato un cartoncino di cotone da 300 gr. di uso creativo per stampanti a getto di inchiostro.

I sali vanno usati subito, perché non si conservano e quindi ho preparato solo le 2 soluzioni necessarie di volta in volta.

Per preparare 500 ml totali di soluzione sensibilizzante servono: 

  • Ferrico Ammonio Citrato 60 gr 
  • Potassio Ferricianuro 40 gr 
  • Un becher di plastica da 250 ml
  • Un pennello di 40 mm 
  • Due bottiglie ambrate in PET 250 ml
  • Una siringa da 5 ml

Il negativo, per ottenere una cianotipia di qualità, è preferibile che sia in grande formato. È possibile ricavare negativi di queste dimensioni digitalizzando pellicole più piccole, intervenendo poi sulla scansione con un software di grafica e stampandola su acetato di cellulosa per stampanti ink‑jet, supporto che garantisce la resa più che adeguata per il processo.

Il negativo va posizionato a contatto diretto con il cartoncino sensibilizzato, avendo cura di orientare verso l’emulsione la parte in gelatinata del negativo, così da ottenere una definizione ottimale dei dettagli.

Cartoncino e negativo devono essere inseriti tra due lastre di vetro trasparenti, leggermente più ampie rispetto al formato finale della stampa, per assicurare una pressione uniforme. L’esposizione può avvenire alla luce solare oppure, per chi lo dispone, usando un bromografo UV come il mio, ma ne esistono per negativi di vari formati.

Nel mio bromografo, rimuovendo la parte in metallo della pressa, si apre un vano sopra ai tre portalampade dove c’è un vetro sabbiato di dimensioni 12,5×12,5 che permette una luce più uniforme e più morbida.

Lo sviluppo è estremamente semplice, perché è sufficiente un lavaggio in acqua corrente per alcuni minuti non in luce di sicurezza, io l’ho fatto in giardino.

Durante questa fase, la superficie sensibile attraversa una trasformazione cromatica progressiva, dal giallo iniziale al verde, fino a tonalità del blu di Prussia via via più profonde; quando luci e ombre risultano ben leggibili, il processo può considerarsi completato.

Per favorire la rimozione dei residui chimici non reagiti, è possibile aggiungere 5 gr. di acido citrico per 1 litro d’acqua demineralizzata, migliorando così la pulizia finale della stampa.

L’immagine che è di color blu di Prussia, con l’asciugatura tende a scurirsi leggermente e si può asciugare all’aria oppure si può usare un asciugacapelli, ma solo con il flusso di aria fredda.


una mia opera, sia il negativo, che il positivo, tutte le mie opere sono state da me incorniciate

©2026 fotografo artistico Giuseppe Ponticelli

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